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Nota Congiunturale trimestrale ANIE

15 maggio 2026
In un quadro di perdurante debolezza dell’industria manifatturiera nazionale, i settori ANIE confermano una dinamica in controtendenza. È quanto emerge dalla Nota congiunturale trimestrale elaborata dal Centro Studi di ANIE Confindustria.

Nel 2025 il manifatturiero ha evidenziato una dinamica negativa, con una flessione dei volumi della produzione industriale pari allo 0,5%. In questo scenario, i settori Elettrotecnica ed Elettronica si distinguono per una performance positiva, chiudendo il 2025 con una crescita complessiva dell’1,8% nei volumi di produzione industriale e dell’1,9% nel fatturato. L’espansione dei volumi ha interessato entrambe le macroaree: più contenuta nell’Elettrotecnica (+1,5%), mentre l’Elettronica si è distinta per una dinamica più vivace (+2,7%). La crescita dei settori ANIE continua ad essere trainata in larga misura dalla domanda di tecnologie connesse alle transizioni energetica e digitale. A sostenere l’andamento complessivo contribuisce soprattutto il mercato interno, che nel 2025 ha registrato un incremento del 3,1%; le vendite estere risultano maggiormente esposte a un contesto internazionale di crescente instabilità. Il quadro resta tuttavia condizionato da significativi elementi di incertezza, come evidenzia un’indagine del Servizio Studi di ANIE Confindustria, condotta su un campione rappresentativo di aziende associate, con particolare riferimento agli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il 71% delle imprese del campione è attivo sui mercati esteri e oltre la metà esporta anche verso i Paesi dell’area mediorientale coinvolti nelle attuali tensioni. In una prima fase le criticità si sono riflesse principalmente sul lato dei costi, con effetti diretti sulle imprese: il 62% delle aziende segnala aumenti nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell’energia. A questi si aggiunge un’elevata incertezza sugli investimenti (35%), che spinge le imprese verso un atteggiamento più prudente. Nel complesso emerge come, nonostante una sostanziale tenuta nel breve periodo la capacità di mantenere tale stabilità nel tempo appaia limitata, con primi segnali già evidenti di deterioramento. In questo quadro, la logistica si conferma uno dei principali elementi di criticità per quasi il 40% delle imprese, con difficoltà operative e rallentamenti nei flussi che incidono sulla pianificazione e contribuiscono ad accrescere l’incertezza.

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