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Le crisi globali spingono la transizione energetica

6 marzo 2026
La nuova crisi si riflette rapidamente sui mercati, aumentando volatilità dei prezzi e pressione sui costi per le imprese. A delineare gli scenari e le criticità emergenti in un quadro così complesso vi è lo studio realizzato da Althesys intitolato “Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance”.

Presentato da Alessandro Marangoni, ceo di Althesys (gruppo Teha) alla sessione inaugurale di Key alla Fiera di Rimini. Il documento presentato offre un’analisi organica del sistema elettrico europeo. Anzitutto la politica energetica, elemento centrale per lo sviluppo economico e industriale. Lo studio evidenzia l’evoluzione del mercato, compreso l’impatto dei prezzi negativi nei principali mercati europei, con incidenze che vanno del 7% al 9% delle ore, ma anche il disaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo unico nazionale elettrico. Un altro fattore analizzato è quello delle tecnologie di generazione rinnovabile: se fotovoltaico ed eolico sono orami maturi, altre tecnologie (eolico off-shore, agrivoltaico, idrogeno) hanno ancora ampi spazi di ottimizzazione. È fondamentale – sostiene l’analisi – aiutarne la crescita in modo organico e in ottica di sistema. Infine, le infrastrutture: grazie al raddoppio dei limiti di trasporto delle principali connessioni elettriche per 29 GW (+107%), migliora la capacità di assorbimento della rete con le ore di congestione previste in diminuzione.
Lo studio evidenzia che per cogliere i target di rinnovabili al 2030 – anche in uno scenario di transizione energetica più prudente – serve un’accelerazione in particolare per l’eolico, che deve crescere tra gli 1,6 e i 2,9 GW annui rispetto a uno storico recente di 0,4-0,7 GW l’anno. Nello scenario Slow, il fotovoltaico mostra un ritmo di crescita coerente con gli obiettivi; l’eolico invece è in ritardo con tassi storici di installazione ampiamente insufficienti. Nello scenario Policy, sia fotovoltaico che eolico devono accelerare rispetto al ritmo del periodo 2024–2025. Lo sviluppo delle rinnovabili, anche nello scenario PNIEC Slow, si stima porterà un eccesso di produzione elettrica del 2,2% della domanda: accumuli, idrogeno e nucleare sono possibili elementi mitiganti. Riuscirà l’intelligenza artificiale con il suo surplus di energia richiesta nei data center ad essere il driver energetico che la mobilità elettrica, le pompe di calore, l’idrogeno, e più in generale l’elettrificazione non sono riuscite ad essere? È questo il grande tema per il futuro, per alcuni una sfida dall’enorme impatto energetico, per altri l’ennesima bolla destinata a esplodere prima o poi. Dopo oltre un decennio di stagnazione dei consumi elettrici, la domanda in Italia è stimata in crescita; gli scenari al 2030 indicano tra 342 e 347 TWh, riportando i consumi su valori 2008.